Analisi competitor

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È la fotografia completa di un sito: quanto traffico porta, su quali ricerche, chi gli sta davanti e con quali mezzi. Si può lanciare sul proprio sito o su quello di un concorrente. È a pagamento, con un prezzo fisso per analisi più due opzioni che costano a parte.

La pagina di partenza

La pagina di partenza dell'analisi competitor: il costo, il saldo e lo storico delle analisi già fatte

In cima l'applicazione dice il costo per analisi e il saldo disponibile. Sotto c'è il pulsante «Nuova esplorazione», che apre il modulo, e più in basso lo storico delle analisi già fatte, ciascuna con il dominio e la data. Il pulsante «Filtri» restringe lo storico.

Su ogni riga dello storico ci sono alcuni comandi:

  • Rifai questa analisi rilancia la stessa analisi con le stesse impostazioni. Attenzione: la nuova sostituisce la vecchia, non si affianca.
  • Scarica il PDF.
  • Mostra in bacheca aggiunge un'anteprima dell'analisi alla pagina iniziale; lo stesso comando la toglie.
  • Elimina questa analisi.

Il modulo

Dominio da analizzare è l'unico campo obbligatorio.

Nazione e Lingua dell'analisi definiscono il mercato in cui si misura.

Paragona con (facoltativo) permette di mettere due siti a confronto nella stessa analisi. La casella «Confronta con il mio sito» riempie quel campo con il proprio dominio, ed è la scorciatoia per l'uso più comune: analizzare un concorrente e vedere subito come si posiziona rispetto al proprio negozio.

Tre interruttori filtrano chi finisce nell'elenco dei concorrenti: «Escludi comparatori di prezzi», «Escludi media (giornali e blog)» e «Analizza solo Ecommerce». Servono a togliere di mezzo i siti che compaiono nelle stesse ricerche ma non sono concorrenti veri.

Due opzioni si pagano a parte, e il modulo dice quanto costano e quale saldo serve per attivarle:

  • Includi analisi ADV aggiunge la sezione sugli annunci pubblicitari intercettati.
  • Includi citazioni AI aggiunge la sezione su quanto il sito viene citato nelle risposte automatiche dei motori di ricerca.

Infine il campo Contesto (facoltativo): fino a mille caratteri per dire di che settore si tratta, cosa ignorare, su cosa concentrarsi. Non cambia i numeri, cambia il testo di commento.

Il report

Un'analisi competitor aperta: panoramica, concorrenti e ricerche

In cima il dominio, la data, e due comandi: «Rendi pubblico», che genera un indirizzo web apribile da chiunque senza account (e che si può revocare in qualsiasi momento con lo stesso pulsante), e «Scarica PDF».

Poi, nell'ordine:

Sintesi — il commento scritto: cosa va e cosa no, chi sono i concorrenti che contano davvero e dove intervenire per primo. È la parte da leggere prima di tutte le altre.

Panoramica (stime mensili) — cinque numeri: traffico organico stimato, quante ricerche portano il sito nei risultati (con il dettaglio di quante in prima pagina e quante nelle prime tre posizioni), quanto costerebbe comprare quel traffico con la pubblicità, e le due cifre corrispondenti per il traffico a pagamento. Una nota avverte che i dati sugli annunci coprono solo quelli testuali intercettati: uno zero non significa che il sito non faccia pubblicità.

Andamento (ultimi 12 mesi) — un grafico e una tabella con l'evoluzione mese per mese: serve a capire se il sito sta salendo o scendendo.

Top keyword organiche — le ricerche che portano più traffico, con posizione, volume e traffico stimato.

Keyword a pagamento e Annunci Google — presenti solo se si è scelta l'opzione ADV. Della sezione annunci conta soprattutto la colonna «Ultimo mostrato»: una data recente significa campagne accese in questo momento.

Competitor organici — i siti che si contendono le stesse ricerche, ciascuno con quante ricerche ha in comune e quanto traffico stimato porta a casa.

Backlink e autorità — quanti altri siti rimandano a questo, da quanti domini diversi, e quanti di quei collegamenti sono rotti.

Tecnologie e meta — con cosa è costruito il sito, il paese e la lingua dichiarati.

Citazioni nelle risposte AI — presente solo con l'opzione attiva. Dice quante volte il sito viene citato nelle risposte automatiche del motore di ricerca e chi viene citato al posto suo, con le percentuali di presenza. La nota in fondo chiarisce che la fonte sono le panoramiche automatiche del motore di ricerca, non un assistente conversazionale, e che «nessuna citazione rilevata» non vuol dire invisibile ovunque.

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